L'Ambiente

L'Ambiente

La Valle Cavallina, all’interno del territorio bergamasco, presenta alcune peculiarità che ne fanno un ambiente interessante. E’ una valle aperta, che non si esaurisce contro i rilievi prealpini, ma si colloca su di un asse di collegamento che va dalla pianura all’area del Sebino e della Valle Camonica. Tracciata nel Cenozoico da un antico corso d’acqua e rimodellata poi da lingue glaciali provenienti dal ghiacciaio camuno, ha conservato testimonianza di tali eventi nei depositi fluvio-glaciali che formano i terrazzi della parte meridionale, nelle morene disseminate sui versanti collinari e, soprattutto, nel lago di Endine. Dalla ritirata del ghiacciaio, risalente a circa 13.000 anni fa, si è insediata prima una foresta di ambiente freddo, poi progressivamente sostituita da varietà a foglie caduche. A partire dal neolitico, circa 7.000 anni fa, la presenza di gruppi umani, dediti alla caccia, alla pesca e all’allevamento ha creato spazi sempre più larghi per il pascolo e per la coltura dei cereali. Da quella data si è avviata la riduzione del selvatico e la costruzione del paesaggio antropico.

Dal fondovalle, più densamente abitato, alla sommità dei crinali che delimitano la valle si susseguono pedici terrazzate e boschi cedui che oltre i mille metri di quota lasciano spazio alla faggeta e alle conifere.

Il sovrapporsi dell’azione umana alla già variegata morfologia ha favorito l’insediarsi di una miriade di microambienti, la cui variabilità rappresenta un patrimonio naturalistico importante.

Si incontrano ambienti di particolare pregio naturalistico quali il lago di Gaiano a ridosso della riserva naturale della Valle del Freddo, il lago di Endine, i macereti tra Endine e Ranzanico, le fasce rocciose dolomitiche del Ballerino e del Torrezzo con endemismi vegetazionali; poi a Cenate l’Oasi Wwf di Valpredina, gli ambienti carsici con la Buca del Corno di Entratico, utilizzata già dalla preistoria e assai nota dall’Ottocento, ma più di recente l’enorme sistema ipogeo esplorato da Progetto Sebino. Le acque termali e minerali segnano il percorso della Valle. In un modesto spazio si registra un condensato di opportunità messe a frutto nei diversi millenni dall’attività dell’uomo.

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