La Storia

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A partire dalla protostoria le comunità locali occupano un proprio territorio in modo stabile e gestiscono le risorse primarie quali acqua, boschi e pascoli, sentieri e mulattiere, in modo funzionale ad una economia di sussistenza.

La romanizzazione, che parte dal I sec. d.C., ha accentuato il progressivo spostamento abitativo sul fondovalle, a ridosso del tracciato della via romana che conduceva in Valle Camonica; la stessa via detta poi degli imperatori che nel medioevo collegava con la Germania attraverso il Brennero e con Vienna capitale durante il periodo lombardo-veneto.

L’unità storica della valle va fatta risalire alla presenza della Pieve, forse ascrivibile all’VIII sec., con sede a Cavellas, ora Casazza, di cui resta traccia nella chiesa vecchia di san Lorenzo. Altre chiese sorgeranno nel territorio, a partire da san Vincenzo, nella contrada Torre di Trescore, già ricordata nel sec. VIII; poi gli edifici romanici di san Cassiano a Trescore, san Giorgio a Zandobbio, san Pietro delle Passere a san Paolo d’Argon, san Pietro di Spinone. La successiva nascita delle Parrocchie, cui si legano spesso Misericordie e Confraternite, è la testimonianza più esplicita di vita associativa. Molte di esse conservano numerose opere d’arte, tele dal Cinque all’Ottocento, frutto di donazioni talvolta da emigrati a Venezia o in altre città oppure di lasciti delle confraternite; opere lignee e marmoree, sculture dei Fantoni e dei Manni, hanno arricchito gli edifici sacri consentendo per secoli a tutti la fruizione di opere d’arte quando ancora i musei erano assenti o lontani.

Un caso d’eccezione è quello degli affreschi realizzati da L. Lotto nella chiesetta di santa Barbara, a Trescore Balneario, commissionati nel 1524 da Battista Suardi, dove il paesaggio e l’ambiente locale trovano sublimazione in un’aura internazionale.

Una caratteristica rilevante dell’ambiente locale è la presenza di numerosi edifici medievali, torri, casetorri, edifici civili di particolare interesse che conferiscono dignità ai centri abitati. Molti di essi, sopravvissuti quali residenze signorili per secoli, sono il documento più evidente di una lunga lotta tra le fazioni guelfa e ghibellina che, particolarmente nel Trecento, hanno espresso una forte conflittualità. Tra questi edifici spicca per caratteristiche architettoniche e per stato di conservazione il castello di Bianzano.

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