La mostra di Alfredo Colombo e il museo storico-ambientale della Valle Cavallina trovano un luogo metaforico di incontro e di riflessione non sulla natura degli oggetti o sulla materia, una sintonia che avviene non per consonanza morfologica, bensì sulla comune radice della memoria, unico vero conduttore della storia individuale e collettiva. Le istallazioni delle gabbie metalliche, delle crete, le vele, i frammenti in legno di vecchi attrezzi, conducono per mano alla ricerca di nuovo senso per la materia, oltre l’apparenza e la pura occasionalità.